Le parole dell'editore

Il mestiere dell'editore vive di parole

di Lucia Velardi

Le parole hanno una loro consistenza, una loro ragion d’essere, una loro motivazione, da non spendere mai a caso. Il mestiere dell’editore vive di parole, attraverso le quali dà forma e corpo a un pensiero, un’idea, per farli viaggiare nel mondo. Borderline è il nome che abbiamo dato all’ultima collana nata: una parola che, nella nostra intenzione, vuole indicare non il confine che delimita ma piuttosto la frontiera, uno spazio denso di promesse.

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

La piccola scuola per conservare un mondo

di Tobia Di Giacomo
Fonte:    Cittą Nuova
Alla scoperta dell'Escolo de Sancto Lucio di Coumboscuro, un originale laboratorio didattico che mantiene vivo il provenzale


Nicolò, tre anni, la mattina arriva all’asilo. Si mette coricato sulla schiena con le gambe all’insù, guarda il maestro con i suoi grandi occhioni scuri, sorride, e dice: «Mauro vai ben» (Mauro va bene, sono contento). È felice di venire a scuola, in una scuola particolare, ed è felice di esprimersi nella stessa lingua dei grandi, perché anche lui sa ormai parlare “a nosto modo”, nell’antica lingua d’Oc. Succede a Sancto Lucio de Coumboscuro, nell’alta valle Grana in provincia di Cuneo. Il piccolo Nicolò è qui perché i suoi genitori - una giovane coppia, lei di Valgrana, un paese di bassa valle, e lui ligure - gli hanno dato la possibilità di vivere un’esperienza diversa che certamente se la porterà nel cuore per sempre.
 
L’Escolo, una pluriclasse alpina, negli ultimi cinquant’anni ha lasciato una rara testimonianza di vita e di sentimento ad oltre mille metri di quota. Qui permane una piccola ma vivissima comunità provenzale che ha conservato una scuola con pochi alunni, che continua ad essere laboratorio didattico e punto di interesse per ricercatori e non solo. Qui tra gli altri dal 2009 insegna Sergio Maria Gilardino, che ha lasciato la carriera presso le Università di Milano, Harvard e Montreal per insegnare nella Escolo di Coumboscuro e seguire il progetto del Grande dizionario della lingua provenzale.
 
«Noi troppe volte cerchiamo di dimenticare il nostro mondo - spiega Mauro Arneodo di Coumboscuro - girando come anime in pena nei centri commerciali. Ci inebriamo di musica, suoni, luci , e come degli ubriachi torniamo a casa e ci immergiamo nel piccolo schermo. Invece non sapete quante volte mi è capitato di sedermi solo sul ciglio della strada o in un prato e guardare il mutare dei colori degli alberi in quest’autunno. Sono momenti in cui l’animo torna bambino, vien voglia di mettersi a raccogliere le prime foglie che cadono dagli alberi e cercare le più variopinte. Sono sensazioni che puoi godere solo in luoghi particolari e speciali, dei momenti magici. Forse spesso noi non siamo più preparati a viverli, né tantomeno a coglierli ed apprezzarli».
 
Per ritornare ad amare luoghi e momenti magici la comunità di Coumboscuro, insieme all’assessorato alla Cultura della Provincia di Cuneo, insieme a tantissimi amici e volontari ha deciso di organizzare il Festival ”Terra amata”. In un momento dove la cultura è considerata quasi uno spreco, un surplus da eliminare o almeno ignorare, si è costruito qualche cosa di bello e diverso, per imparare ad amara la propria terra e la cultura. Una riscoperta delle antiche realtà tradizionali piemontesi a livello linguistico, folkloristico e sociale. Un grande patrimonio che viene anche ad arricchire il bagaglio culturale italiano, come dimostra la decisione di iscrivere l’iniziativa nel quadro delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. E non a caso venerdì 4 novembre a Cuneo si terrà il convegno-dibattito aperto a tutti intitolato Le piccole patrie che hanno fatto l’Italia con gli interventi di Romano Bracalini e Lorenzo Del Boca, giornalisti politici ed esperti di storia risorgimentale e contemporanea, e Sergio Maria Gilardino, rivitalizzatore delle lingue minoritarie.