Le parole dell'editore

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

La scomparsa di Marisa Bał

di Aurelio Molč
Fonte:    Cittą Nuova
Il 20 dicembre scompare in Svizzera una focolarina di Asiago. Lavorava al centro dei Focolari di Montet come formatrice e responsabile di produzione dell’atelier artistico. Continuano le ricerche


Una scomparsa improvvisa. Un mistero inquietante. Marisa Baù, una focolarina di 48 anni di Asiago, esce di casa la mattina del 20 dicembre a Montet, dal centro dei Focolari, nel cantone francofono di Friburgo e svanisce nel nulla. Era appena rientrata da un viaggio di una settimana in Brasile e non dormiva da due giorni e mezzo per il cambio di fuso orario, per la fatica del viaggio, per il cambio della temperatura e, forse, anche per lo shock culturale dell’aver scoperto una realtà sociale tanto diversa dalla Svizzera dove risiedeva da più di 15 anni.
 
Lunedì 19 dicembre, contrariamente a quanto aveva stabilito, le viene consigliato dalle sue amiche focolarine di non recarsi al lavoro il giorno successivo, presso un atelier che produce confezioni per bambini; per il forte mal di testa che accusa. La mattina di martedì 20 dicembre Montet, un piccolo borgo agricolo di 450 anime, è ricoperto da un manto di neve. Marisa Baù si alza verso le 10, il mal di testa le è diminuito e pensa le possa far bene una passeggiata. Fa un bucato con la lavatrice e stende ad asciugare i panni, è sola in casa.
Poi, verso le 11 si avvia, probabilmente, verso la campagna retrostante il villino dove abita. Con sé non ha nulla, né soldi, né cellulare, né documenti. Li lascia in casa: se avesse voluto lasciare la comunità perché senza nessun effetto personale? Tra le 11 e 20 e le 11 e 45 due macchinisti del treno locale dicono di aver visto passeggiare nel sentiero parallelo ai binari una donna che corrisponde alla descrizione di Marisa Baù. Dopo alcune sommarie ricerche, la denuncia alla polizia nel primo pomeriggio.
 
Le tracce seguite dall’unità cinofila non riconducono a nessun indizio che porti a Marisa Baù. Le impronte sulla neve sono diverse e confuse.
L’olfatto dei cani porta, invece, per due volte, all’unica fermata di autobus nel paese e lì si ferma. Tutti gli autisti sono stati interrogati, ma nessuno ha visto salire a bordo Marisa Baù, peraltro ben riconoscibile dai capelli rossi. Le ricerche sono proseguite nella notte con torce sia da parte degli abitanti del Centro, sia di Montet, sia da parte della polizia che si è prodigata anche più del dovuto.
 
«La gente del luogo – dichiara Robert Chardourne, co-responsabile del Centro di Montet – ha mostrato solo atteggiamenti di condivisione e di simpatia. La polizia è stata estremamente gentile e disponibile. Preghiamo perché tutto si risolva».
 
Tutto il territorio è stato setacciato a tappeto e gli ospedali del cantone non ne hanno avuto notizia. La guardia forestale, le associazioni di cacciatori, pescatori, ornitologi e camminatori hanno diffuso la segnalazione di scomparsa. La sua foto è stata diffusa sia su un giornale gratuito che viene distribuito in 450 mila copie in tutta la Svizzera, sia sul web, sia in tivù nel programma svizzero Swissmissing e Chi l’ha visto su Raitre.
 
Qualche giorno dopo un’altra donna anziana di Montet scompare, gettando nuovo scompiglio in Paese, ma due giorni dopo viene ritrovata poco distante da casa. Deceduta per un malore.
Tra le due scomparse, non c’è nessuna relazione apparente.
 
Ogni ipotesi è ora al vaglio degli inquirenti, ma al momento non c’è nessun indizio o prova che deponga a favore dell’una o dell’altra delle supposizioni possibili. La polizia, però, è convinta di una sparizione volontaria, anche se la famiglia e i focolarini non sono convinti di questa ipotesi. «Mia sorella Marisa – dice ad esempio Oriana Baù – è una persona estremamente corretta e sincera e mai avrebbe lasciato la sua famiglia e le sue compagne in pensiero. Escludiamo in maniera categorica che si possa essere allontanata senza avvisare. Se avesse avuto un vuoto di memoria, invece, in qualche giorno sarebbe stata ritrovata».
 
Secondo il giornale online Vicenza Today è nel viaggio in Brasile che si nasconderebbe la spiegazione della sua scomparsa. Ma, secondo i Focolari, «il viaggio in Brasile aveva come finalità solo quella di accompagnare il ritorno a casa di una ragazza brasiliana che aveva trascorso gli ultimi tre anni presso il centro dei Focolari di Montet».
 
Mercoledì 18 gennaio alle 21 la trasmissione “Chi l’ha visto” su Raitre si occuperà di nuovo della scomparsa di Marisa Baù. Nel sito web della trasmissione è presente uno spot che segnala il caso.
 
  • Canale:  Persone Storie
  • Argomento:    Persone
  • Parole Chiave:  Marisa Bał