Le parole dell'editore

Il mestiere dell'editore vive di parole

di Lucia Velardi

Le parole hanno una loro consistenza, una loro ragion d’essere, una loro motivazione, da non spendere mai a caso. Il mestiere dell’editore vive di parole, attraverso le quali dà forma e corpo a un pensiero, un’idea, per farli viaggiare nel mondo. Borderline è il nome che abbiamo dato all’ultima collana nata: una parola che, nella nostra intenzione, vuole indicare non il confine che delimita ma piuttosto la frontiera, uno spazio denso di promesse.

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

Quando vince la pietą

di Giuseppe Distefano
Fonte:    Cittą Nuova
In mostra nel Museo di Roma in Trastevere, fino al 20 maggio, la mostral World Press Photo 2011. Nella foto, l'opera vincitrice, firmata da Samuel Aranda

Una Pietà laica, che contiene tutta la sofferenza del mondo. E tutto l’amore in quel gesto di accoglienza di una donna dal volto coperto, che sostiene un uomo rimasto gravemente ferito durante le proteste contro il regime del presidente Ali Abdullah Saleh, negli scontri del 15 ottobre 2011. Siamo in una moschea di Sanaa, capitale yemenita, allestita come ospedale da campo. È la foto vincitrice del World Press Photo 2011. Autore lo spagnolo Samuel Aranda, pubblicata su “The New York Times”. L’immagine, che ha fatto il giro del mondo, diventerà, come molte altre in questi anni, anch’essa un’icona della nostra memoria collettiva.
 
Il commento del presidente della giuria Aidan Sullivan alla foto vincitrice dice: «La foto ritrae un momento straziante e pieno di compassione, le conseguenze umane di un evento enorme, ancora in corso. È probabile che noi non sapremo mai chi sia questa donna che accudisce un parente ferito, ma insieme diventano l’immagine vivente del coraggio delle persone comuni che hanno aiutato a scrivere un capitolo importante nella storia del Medio Oriente».
 
Gli obiettivi del prestigioso premio continuano a raccontarci il mondo nell’inquadrare le mille sfumature della vita, della natura umana e delle storie raccontate dalle loro immagini. C’è l’infanzia negata delle spose bambine dello Yemen; una modella della settimana della moda senegalese di Dakar nella bottega di strada del sarto; la trincea di una prostituta tossicodipendente Ucraina fotografata a Kryvyi Rig e l’Alzheimer di Monica; le vesti abbandonate sulle sponde delle gelide acque norvegesi che tradiscono una fuga per evitare i proiettili esplosi dall’omicida Anders Behring Breivik.
 
E poi ancora, ribelli che combattono contro il leader libico Muammar Gheddafi; la folla in protesta contro il presidente egiziano Mubarak; gli arresti di Harlem durante una protesta contro la polizia; una nave approdata nell’oceano di macerie lasciato dallo tsunami giapponese; la semplice carezza a un rinoceronte. Delle nove diverse categorie – Vita quotidiana, Protagonisti dell’attualità, Spot news, Notizie generali, Natura, Storie d’attualità, Arte e spettacolo, Ritratti, Sport – sono stati premiati 57 fotografi di 24 diverse nazionalità. Come ogni anno le immagini selezionate costituiscono una mostra itinerante in 45 paesi e 105 città del mondo, inclusa l’Italia con le attuali tappe al Museo di Roma in Trastevere (fino al 20 maggio) e alla Galleria Carla Sozzani di Milano (fino al 3 giugno).
 
Premio World Press Photo. Fotografia e giornalismo: le immagini premiate nel 2012. Catalogo Contrasto.