Le parole dell'editore

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

Come ti cambio la mensa con il blog

di Amanda Cima
Fonte:    Cittą Nuova
Una ragazzina scozzese di nove anni ha fatto vedere al mondo via web la scarsa qualità dei pasti a scuola: e con quasi due milioni di visitatori, qualcosa è cambiato...


Diciamocelo: a volte, le lamentele dei ragazzini in merito alla mensa scolastica sembrano più i capricci di bambini viziati che rimostranze motivate; specialmente da quando diversi istituti hanno iniziato a servire cibi a km zero, o comunque con un occhio di riguardo alla genuinità.
 
Che però all'estero mediamente se la passino peggio – vedi anche l'articolo sul blog di Mrs Q su cittanuova.it – non è una novità: sopratutto nei Paesi anglosassoni, spesso nei vassoi dei bambini passano perlopiù pizze, hamburger e patatine, con buona pace di salute e obesità infantile. Senza parlare delle condizioni igieniche, non sempre ottimali. Ma i ragazzini di oggi hanno risorse che quelli di un tempo non avevano: così la scozzese Martha Payne, 9 anni, sostenuta dal suo papà ha aperto un blog il 30 aprile per denunciare la scarsa qualità dei pasti serviti nella sua scuola.
 
È lei stessa a spiegare, nel primo post, il sistema di valutazione usato: un punteggio complessivo su scala da 1 a 10 per il pranzo nel suo insieme, uno analogo per definire quanto “sano” era, il numero di bocconi per giudicare se la quantità era sufficiente, il prezzo (2 sterline), il tipo di portata, e il numero di capelli trovati nel piatto – eh già, anche quelli. Il tutto corredato da una fotografia del vassoio.
 
In effetti, vedendo le foto iniziali, si capisce perché Martha e il papà abbiano deciso di fare qualcosa: il primo vassoio conta un mini cheeseburger di dubbio aspetto, due crocchette di patate, tre – dicasi tre – fettine di cocomero e un ghiacciolo. Non molto meglio per il secondo: una fettina di pizza, una cucchiaiata di mais, una crocchetta e un dolcetto. «Adesso il papà capisce perché quando arrivo a casa ho fame», commenta la ragazzina, affibbiando un sonoro 2 alla voce “salute” di questi menu.
 
Se pensavate che sarebbe rimasto soltanto lo sfogo di una bambina, vi sbagliate: il contatore dei visitatori del blog ha raggiunto quasi i due milioni, e continua a salire ogni secondo che passa. Tra questi il celebre chef Jamie Oliver, che ha inviato un messaggio di incoraggiamento a Martha, e dei giornalisti radio della BBC, che l'hanno invitata in trasmissione. Coetanei da altre parti del mondo – perfino da Taiwan – le hanno inviato foto dei loro pranzi scolastici. Risultato: il padre ha ottenuto un incontro con il consiglio comunale, che ha mandato degli ispettori e garantito agli alunni di potersi servire di frutta, verdura e pane a volontà. Anche la qualità dei pasti è notevolmente migliorata: scomparsi i capelli, sono comparse verdure, involtini primavera, pasta, riso e polpette, e il dolce del 17 maggio è addirittura «meglio di quello che fa papà». Tanto che nelle valutazioni hanno iniziato a comparire gli 8 e i 9.
 
Potere o esagerazioni del web? Forse l'uno e l'altro; ma se non altro c'è da riflettere su come una ragazzina di 9 anni, con un semplice computer dotato di connessione a internet, sia riuscita ad ottenere qualcosa per cui gli adulti molto spesso si impantanerebbero in lunghe riunioni e trattative...