Le parole dell'editore

Il mestiere dell'editore vive di parole

di Lucia Velardi

Le parole hanno una loro consistenza, una loro ragion d’essere, una loro motivazione, da non spendere mai a caso. Il mestiere dell’editore vive di parole, attraverso le quali dà forma e corpo a un pensiero, un’idea, per farli viaggiare nel mondo. Borderline è il nome che abbiamo dato all’ultima collana nata: una parola che, nella nostra intenzione, vuole indicare non il confine che delimita ma piuttosto la frontiera, uno spazio denso di promesse.

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

Dare credito in tempi difficili

di Carlo Cefaloni
Fonte:    Cittą Nuova
Nasce il primo laboratorio rivolto agli operatori del settore bancario e finanziario per un’etica amica della persona. Promotore il Movimento dei focolari nelle sue espressioni sociali


Il box può somigliare a quello di un moderno e informale confessionale. Si prende il numeretto e ci si mette in fila per parlare con l’impiegato addetto ai privati o aziende. Un mutuo, un prestito o una richiesta di fido, che vuol dire la possibilità di “andare sotto” e cioè non avere più un soldo sul conto corrente ma continuare a prelevare, pagando un certo interesse, il denaro necessario per andare avanti. Un lavoro importante che richiede grande attenzione. Certe volte è il momento della verità perché, al di là delle buone intenzioni, la banca dati consultata può condurre a confermare l’impossibilità del credito, costringendo a bussare ad altre porte più o meno amichevoli,  se non pericolose.
 
L’occupazione è saltuaria, la retribuzione troppo bassa, il contratto a termine. Chi può garantire? E come si pagheranno le cure necessarie? Come pagare la bolletta scaduta da tempo? L’ultima indagine del Censis documenta un numero crescente di persone, nove milioni di italiani, che, nell’ultimo anno, hanno rinunciato a curarsi. E al primo annuncio di possibili licenziamenti e cassa integrazione la mente corre subito alle spese fisse come l’affitto o il mutuo, che è una forma di comproprietà della propria abitazione con la banca che, per garantire il credito concesso, mette un’ipoteca sulla casa. Cronache di ordinaria amministrazione che diventano preoccupanti in quella che Luigino Bruni, nel recente intervento per l’Incontro mondiale delle famiglie con il papa, ha definito «la più grave crisi finanziaria ed economica che il sistema capitalistico ha attraversato dalla fine della Seconda guerra mondiale».
 
È in questo contesto che il laboratorio sperimentale che si svolgerà a Loppiano il 16 e il 17 giugno, organizzato da Umanità Nuova, espressione sociale del Movimento dei focolari, e rivolto a «tutti coloro che operano nel mondo della finanza, nelle banche, nei gruppi assicurativi, e nei servizi al credito», chiama a una nuova e urgente presa di coscienza. Come notano gli organizzatori, questa crisi «colpisce soprattutto i cittadini più deboli» e quindi «grazie al confronto e alla condivisione, sarà possibile individuare quelle piste di azione per rendere il lavoro in questo settore sempre più coerente con la responsabilità sociale che viviamo».