Le parole dell'editore

Il mestiere dell'editore vive di parole

di Lucia Velardi

Le parole hanno una loro consistenza, una loro ragion d’essere, una loro motivazione, da non spendere mai a caso. Il mestiere dell’editore vive di parole, attraverso le quali dà forma e corpo a un pensiero, un’idea, per farli viaggiare nel mondo. Borderline è il nome che abbiamo dato all’ultima collana nata: una parola che, nella nostra intenzione, vuole indicare non il confine che delimita ma piuttosto la frontiera, uno spazio denso di promesse.

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

C'era una volta in Anatolia...

di Mario Dal Bello
Fonte:    Cittą Nuova
Con l’estate arrivano nei cinema pellicole di ogni genere. Da non perdere il bellissimo film del turco Nuri Bilge Ceylan. Tutti da ridere Il Dittatore e Benvenuto a bordo


Grande cinema con C’era una volta in Anatolia, del turco Nuri Bilge Ceylan. Due ore e mezzo senza interruzione, per nulla stancanti, in un thriller psicologico che vede un gruppo di poliziotti con un omicida esplorare le colline deserte dell’Anatolia alla ricerca del corpo di un assassinato.
Ma il viaggio è più che altro interiore perché le trame, i misteri di ciascuno vengono man mano alla luce con le loro ambiguità e reticenze. Nessuno è in effetti innocente. E la natura, esplorata nelle bufere e nel caldo rovente, è la parola che fa da sfondo al teatro delle passioni umane. Che il regista guarda, nella desolata provincia simbolo della desolazione umana, senza giudizi, anzi con un velo di pietà. Anche per gli innocenti – il figlio dell’ucciso- che non riescono a perdonare. Asciutto e glabro, luminoso e inquietante, il film, presentato nel 2011 a Cannes, sfiora forse il capolavoro.
Ma, lo vedrà qualcuno degli italiani, vacanzieri appena spunta un po’ di caldo, prima nella mente che al mare? Il dubbio è legittimo.
 
Altra cosa Il Dittatore di Sacha Baron Cohen. Dopo Borat e Bruno, tocca ai dittatori un po’ folli, sulla scia di Gheddafi e Saddam Hussein messi insieme, prendere le botte – metaforiche - da parte del funambolico attore. Si ride e si sorride, perché questa volta l’ironia è meno gradassa e addirittura più fine. Ce n’è per tutti. Per gli americani, Hollywood, l’Onu, la Siria, il maschilismo, eccetera. Manca solo il Vaticano! Per chi vuol divertirsi senza pensare troppo. Non siamo nel campo del genio, ma di una simpatica follia.
 
Benevenuto a bordo, di Eric Lavaine. Ridere alla francese (quando si può e ci si riesce…). A bordo di una sorta di Titanic vacanziero, una responsabile delle risorse umane si vendica del capo suo ex amante ed assume un animatore del tutto inadatto. Gaffes, confusione, disorganizzazione: le vendette al femminile sanno avere le unghie raffinate. Guai a diventarne una vittima, come il povero ex amante! L’animatore, per quanto distratto e inadatto, alla fine ha un cuore. E questo basta a consolare l’ex vipera. Divertente, buono, giocoso. Con un umorismo francese tutto suo….
  
Infine, per gli amanti del brivido, Paura di Marco e Antonio Manetti e Le paludi della morte, filmone per palati forti.