Le parole dell'editore

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

Libera denuncia la cementificazione dei Castelli

di Eloisa De Felice
Fonte:    Cittą Nuova
Il magistrato Luigi De Ficchy, procuratore capo a Tivoli, interviene all'incontro sull'abusivismo edilizio: «Scuola e politica devono essere le nostre armi per combattere i fenomeni mafiosi»


«La mafia non è più quella della coppola e della lupara. È ora di finirla con gli stereotipi. Scuola e politica devono essere le nostre armi per combattere i fenomeni mafiosi, non qualche volta, ma ogni singolo giorno». Così si è espresso Luigi De Ficchy, magistrato, procuratore capo di Tivoli e già nella Direzione nazionale antimafia, nel suo intervento presso il Museo civico di piazza Matteotti, a Marino, nel cuore dei Castelli romani.
 
L’appuntamento, promosso da Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, ha voluto esaminare lo scempio edilizio e la cementificazione selvaggia che da qualche decennio deturpano i Castelli romani. L’associazione, da sempre impegnata, insieme ai giovani, alle scuole, alle autorità e ad altre realtà associative, nel promuovere e sollecitare legalità e giustizia in Italia, lavora da qualche anno al rapporto sulle ecomafie, che vede il Lazio al terzo posto per abusivismo edilizio e violazione dei vincoli ambientali.
 
Si è discusso, quindi, di cemento e di abusivismo edilizio, che diffuso un po’ ovunque nel Belpaese, e spessissimo gestito dalle mafie, negli ultimi anni si sta manifestando sempre più pericolosamente anche nel Lazio. Dissesto paesaggistico e territoriale, oltre che omertà, illegalità, lesione dei principi di libertà e di legalità sono i problemi che devono far tremare le vene e spingere le persone, con coraggio, insieme, a dire il loro “no” alle infiltrazioni mafiose.
 
«La politica e le istituzioni non possono continuare a chiudere gli occhi e dire che la mafia, nel Lazio, non ci sia. Ci sono ben 600 beni confiscati. Il Lazio, secondo Legambiente, dopo Calabria e Campania, presenta la più alta quantità di costruzioni illegali», così si è espresso Antonio Turri, referente del coordinamento provinciale di Latina, intervenuto per stimolare le coscienze castellane, aggiungendo: «Libera ha il coraggio di dire le cose e questo coraggio non può che essere incrementato con l’aiuto di tutti. La paura è insita, ma bisogna aprire un conflitto con la mafia. Occorre recuperare la responsabilità individuale. I beni confiscati devono diventare avamposti di legalità».
 
E poi la scuola come luogo dove formare i giovani, come spazio reale di discussione, come ambiente prescelto per formare le future generazioni alla legalità, alla lotta alle infiltrazioni mafiose, all’amore per la giustizia. Dove prendere le vite di persone quali Borsellino, Falcone e Impastato come esempi, come modelli da seguire. Dove letture quali “Per questo mi chiamo Giovanni” dovrebbero diventare, necessariamente, curriculari. La formazione, quindi, come chiave di volta nella lotta aperta alla mafia.  I progetti “Segnal-etica” e “Regoliamoci”, promossi da Libera, possono offrire reali spunti di riflessione per stimolare ciascuno, sin da piccolo, a dire il suo fermo “no” alla mafia.