Le parole dell'editore

Il mestiere dell'editore vive di parole

di Lucia Velardi

Le parole hanno una loro consistenza, una loro ragion d’essere, una loro motivazione, da non spendere mai a caso. Il mestiere dell’editore vive di parole, attraverso le quali dà forma e corpo a un pensiero, un’idea, per farli viaggiare nel mondo. Borderline è il nome che abbiamo dato all’ultima collana nata: una parola che, nella nostra intenzione, vuole indicare non il confine che delimita ma piuttosto la frontiera, uno spazio denso di promesse.

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

Sgomberati i barboni dal centro

di Silvano Gianti
Fonte:    Cittą Nuova
Un'ordinanza del sindaco vieta la sosta di senza fissa dimora e punkabestia. Ma resta un disagio sociale che non si risolve con gli sgomberi

La Galleria Martino, che collega via XII Ottobre a piazza Corvetto ed è un passaggio per migliaia di persone di giorno, di notte diventa dormitorio clandestino. Qui dorme con la mamma, tra zecche, topi e zanzare, Pavel, avvolto in uno straccio chiamato coperta. Pavel ha appena cinquanta giorni di vita e qui c'è la sua “casa”, tra puzze insopportabili di sudore, di piscio e di alcol.

Esiste un forte disagio sociale, che si manifesta soprattutto in centro, e di cui il Comune di Genova deve occuparsi. A tal proposito, don Andrea Gallo si è rivolto al sindaco Marco Doria commentando anche i recenti sgomberi di cittadini senzatetto eseguiti dalle forze dell’ordine in piazza De Ferrari e in via XX Settembre. «È dovere del sindaco pensare al decoro della città, soprattutto in centro – dice don Gallo, fondatore della comunità di San Benedetto - ma il problema dei barboni, dei punkabestia, dei poveri in aumento, va affrontato alla radice, non di nascosto, ripulendo il salotto di Genova».

Sì, perché in questi giorni è partita un’ordinanza dalla sede comunale per i vigili urbani: clochard, ubriachi e punkabbestia devono sparire dai portici di piazza della Vittoria, da via XII Ottobre, dai giardini di viale Caviglia a Brignole, dal Carlo Felice e dalla scalinata della Nunziata.

La nuova amministrazione ha spiegato che se l’organico è ridotto arriveranno rinforzi anche dai reparti speciali, come il Nucleo antiabusivismo e quello di polizia giudiziaria. Insomma il Comune fa guerra al degrado e invita i vigili a far rispettare i regolamenti a tutti. «La Municipale richiama a comportamenti civili chi fa pipi' in strada, lascia bottiglie e bivacchi - spiega l'assessore alla Legalità Fiorini -. I vigili devono richiamare chi ha comportamenti molesti, identificarli se continuano, poi sanzionarli e segnalarli ai servizi sociali». Sembra che il degrado della città abbia stufato i cittadini, soprattutto quelli che credono in una città turistica. «Proprio qui nel cuore di Genova, sotto Palazzo Ducale, ogni giorno ci sono punkabbestia e ubriaconi che bivaccano, non è possibile», commenta un passante.

Gli sgomberi dei senzatetto sembra però aver scosso la cittadinanza. Ma tra i cittadini non tutti sono d'accordo: «Cosa possono fare? I clochard sono sempre esistiti in tutte le città. Non hanno molta scelta, se noi non gli diamo la possibilità di cambiare lo stile di vita. La cosa che mi dà più fastidio è che c'è poca pulizia, alcune strade sono abbandonate, e le isole pedonali diventano sempre di più lo spazio preferito dai cani per fare i loro bisogni». Il comune comunque è intenzionato a dar "battaglia" con pattuglie che percorreranno la città da levante a ponente. L’operazione comporterà anche controlli contro la vendita di prodotti contraffatti.