Le parole dell'editore

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

Julio Larraz

di Mario Dal Bello
Fonte:    Cittą Nuova
Sensuale e terragno, sarcastico e affettuoso il mondo dipinto dall'artista cubano. Al Vittoriano di Roma fino al 30 settembre

È cubano, lo si sente e soprattutto lo si vede. Larraz è solare e crudele. Crudelissimo nel sarcasmo con cui guarda i potenti, sia messi seduti come dei Napoleoni o a passeggio con le guardie del corpo. Anche un cane nell’ampia poltrona può esser il segno della ferocia del potere che non risparmia neppure gli animali, i quali anzi sembrano prendere le fisonomie dei loro padroni. O viceversa. Come pure certi corpi femminili accanto ai generali capi di Stato, incomunicabili fra loro. Il sesso come strumento freddo, senza anima, solo carne. E brutta carne.
 
Altre volte invece l’incontro fra un uomo e una donna è appena accennato ed è tepore, silenzio, corpi senz’occhi: il colore bianco azzurro e carne rende l’intimità sentimentale un profumo fragrante. La luce di Julio infatti sembra profumare, da lontano come inebriarsi di cose, tessuti, evocando inflessioni e declinazioni del cuore. Ci sono nature morte che sono iridescenti di vita: un letto irrorato di luce, un gatto sovrano sopra le lenzuola candide, e poi un cesto di pane e di frutta, solare come la vita; una perla, un diamante. E case, marine, rocce e cieli.
 
Vola qui l’anima di Julio, inabissandosi in oceani blu smeraldo, visto sempre dall’alto di un osservatorio fuori dal mondo, come da un altro cielo. Sensuale e terragno, sarcastico e affettuoso, il mondo di Julio anela ad uscire dalla terra. Gli basta l’ala di un aereo ed è già oltre lo spazio.
 
La pittura di Larraz, fatta di colore caldo e di luce ricca, è lo sguardo dell’immortalità che vede le stupidità umane, la bellezza delle piccole cose e degli animali, la floridezza della natura e gioisce nell’essere sé stessa: poesia della vita. È tutto.
 
Julio Larraz. Roma, Vittoriano. Fino al 30/9 (catalgo Skira)