Le parole dell'editore

Il mestiere dell'editore vive di parole

di Lucia Velardi

Le parole hanno una loro consistenza, una loro ragion d’essere, una loro motivazione, da non spendere mai a caso. Il mestiere dell’editore vive di parole, attraverso le quali dà forma e corpo a un pensiero, un’idea, per farli viaggiare nel mondo. Borderline è il nome che abbiamo dato all’ultima collana nata: una parola che, nella nostra intenzione, vuole indicare non il confine che delimita ma piuttosto la frontiera, uno spazio denso di promesse.

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

Obiettivo trenta medaglie

di Marco Catapano
Fonte:    Cittą Nuova
Gli atleti azzurri saranno 290, meno delle altre edizioni, ma la squadra italiana - sempre più multietnica - ha comunque le carte in regola per ben figurare

Quante volte sentiremo suonare l’inno di Mameli durante le prossime Olimpiadi? Quante volte gli azzurri riusciranno a salire sul podio? Partiamo da un dato certo. Dopo l’edizione di Barcellona del 1992, in cui i nostri rappresentanti non andarono oltre le 19 medaglie complessive ed il dodicesimo posto nel medagliere finale, il tricolore ai Giochi si è sempre ben comportato. Ad Atlanta, nel 1996, arrivammo addirittura sesti, con un bottino di ben 35 medaglie (di cui 13 d’oro), solo una in meno del nostro record assoluto a cinque cerchi (36 piazzamenti sul podio ottenuti nell’edizione di Los Angeles del 1932 ed in quella di Roma del 1960). Da lì in avanti abbiamo poi sempre confermato un piazzamento tra le prime dieci potenze dello sport mondiale: settimi a Sydney 2000 (con 34 medaglie vinte), ottavi ad Atene 2004 (32 podi), noni a Pechino 2008 (dove scendemmo però a 27 medaglie).
 
Previsioni favorevoli e squadra multietnica - Come andrà questa volta a Londra? Gli “exit-poll” ci vedono messi davvero bene. Per l’HeraldSun, noto quotidiano australiano, e per USA Today, uno dei giornali più diffusi negli Stati Uniti, alla fine dovremmo vincere 33 medaglie. Questa previsione, peraltro, è in linea con quanto prevede anche il nostro Comitato Olimpico che, sulla base dei risultati degli ultimi campionati del mondo di ciascuna disciplina, ha stilato una tabella che ci attribuisce 32 podi ed il nono posto nel medagliere finale. Sports Illustrated, infine, la rivista statunitense che è diventata nel tempo un punto di riferimento mondiale in tema di previsioni olimpiche, è solo leggermente più cauta (31 medaglie di cui 8 del metallo più pregiato), ma comunque non lesina ottimismo sulle nostre possibilità.
 
Se ancora non sappiamo con certezza il numero esatto di medaglie che porteremo a casa in questa trentesima edizione delle Olimpiadi moderne, sappiamo invece per certo che a questi Giochi saranno presenti 290 azzurri (con una folta rappresentanza femminile, circa il 45 per cento), un numero inferiore a quello delle ultime quattro edizioni, quando la nostra squadra era formata da circa 350 unità. E se a Londra l’Italia sarà presente in solo due sport di squadra (pallavolo e pallanuoto nella doppia versione al maschile e al femminile), facendo registrare un netto passo indietro rispetto alle passate edizioni (c’è grande delusione soprattutto per l’assenza delle rappresentative maschili di calcio e di pallacanestro), si registra invece una significativa crescita del numero degli atleti naturalizzati. Saranno ventiquattro in tutto gli sportivi originari di altri Paesi che difenderanno i nostri colori (l’8,2 per cento dell’intera rappresentativa italiana), nella maggioranza dei casi ragazzi e ragazze che sono comunque cresciuti nel nostro Paese sin da bambini.