Le parole dell'editore

Il mestiere dell'editore vive di parole

di Lucia Velardi

Le parole hanno una loro consistenza, una loro ragion d’essere, una loro motivazione, da non spendere mai a caso. Il mestiere dell’editore vive di parole, attraverso le quali dà forma e corpo a un pensiero, un’idea, per farli viaggiare nel mondo. Borderline è il nome che abbiamo dato all’ultima collana nata: una parola che, nella nostra intenzione, vuole indicare non il confine che delimita ma piuttosto la frontiera, uno spazio denso di promesse.

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

Assange esilato in Ecuador

di Alberto Barlocci
Fonte:    Ciudad Nueva Argentina
Il fondatore di Wikileaks ha ottenuto l'asilo politico dal governo dell'Ecuador. I documenti riservati del governo degli Stati Uniti pubblicati sul sito hanno riaperto un dibattito sul diritto all'informazione 

Il governo del presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha concesso l'asilo politico a Julian Assange, fondatore del sito web WikiLeaks e responsabile della pubblicazione di centinaia di migliaia di documenti riservati del governo degli Stati Uniti e non solo. La diplomazia ecuadoregna ha peró fatto sapere che le autoritá britanniche hanno parlato della possibilitá di entrare con la forza nell'ambasciata sudamericana, basandosi su una norma che consente di ritirare l'immunitá diplomatica. Si tratterebbe, in tal caso, di un episodio grave che il diritto internazionale condanna, dato che le ambasciate sono parte del territorio sovrano di uno Stato. 
 
Assange si é rifugiato presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra in seguito alla decisione del governo britannico di procedere alla sua estradizione in Svezia, dove é accusato di delitti sessuali. Il ricercato, a sua volta, sostiene che tale accusa sia una scusa per poi metterlo a disposizione della giustizia degli Stati Uniti, per la quale é indagato per aver pubblicato documenti riservati ed aver fatto filtrare notizie protette dal segreto di stato. 
 
I documenti riservati pubblicati da WikiLeaks, con metodi senz'altro discutibili, rivelarono risvolti gravissimi dell'occupazione statunitense in Iraq: l'assassinio di civili, il ricorso alla tortura contro persone sospettate di attivitá terroriste, che coivolgevano l'amministrazione del Pentagono e l'intelligence USA. Curiosamente, gli sforzi degli investigatori si sono concentrate sulle modalitá delle soffiate. Il soldato Bradley Manning, fonte principali delle rivelazione è stato imprigionato e sottomesso a vessazioni. Non sono però sorte accuse accuse e processi nei confronti dei responsabili dei casi segnalati dai documenti, come ha sottolineato di recente anche il politologo Tzvetan Todorov (*).
 
Durante la Guerra Fredda nessuno avrebbe accusato e condannat Assange se avesse diffuso documenti riservati del Soviet supremo. Ma, d'altra parte, WikiLeaks si é trasformato in un calderone nel quale é entrato tutto ed il contrario di tutto, rivelando anche la vita di soggetti privati, parzialmente coinvolti in modo ingiustificabile.
La possiblitá che il governo britannico arrivi al punto di violare un principio fondamentale del diritto internazionale dice la gravitá delle rivelazioni di Assange, anche se sembra che gli agenti di sua Maestà vogliano ripensarci.