Le parole dell'editore

Il mestiere dell'editore vive di parole

di Lucia Velardi

Le parole hanno una loro consistenza, una loro ragion d’essere, una loro motivazione, da non spendere mai a caso. Il mestiere dell’editore vive di parole, attraverso le quali dà forma e corpo a un pensiero, un’idea, per farli viaggiare nel mondo. Borderline è il nome che abbiamo dato all’ultima collana nata: una parola che, nella nostra intenzione, vuole indicare non il confine che delimita ma piuttosto la frontiera, uno spazio denso di promesse.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

I mercenari

di Mario Dal Bello
Fonte:    Cittą Nuova
Ritornano sullo schermo star muscolari come Stallone, Van Damme, Willis e Schwarzenegger. La performance è datata e ripropone il clichè dei buoni che sconfiggono i malvagi a suon di botte e armi stratosferiche  

Momento di magra per le uscite. Che tra fine agosto e primi di settembre saranno un diluvio. Per ora, per gli amanti del genere, e i nostalgici di Rambo, Commando e Invasion Usa, esce I Mercenari 2, sequel della prima serie dove Tool, un bravissimo Michey Rourke, era stato fatto fuori. Perciò, ora domina la sete di vendetta.
 
Un po’ James Bond, un po’ Superman, e un po’ Bud Spencer e Terence Hill – ma molto, molto cattivi – il gruppo capitanato da Stallone se la prende con il pessimo di turno, che è, guardate un po’, un altro redivivo muscolare, cioè Van Damme. Eh sì, perché tra i mercenari corri-distruggi-fuggi ci sono anche Bruce Willis (che si ritaglia qualche cameo autoironico), Schwarzenegger (invecchiato, male) e Chuck Norris.
 
Risultato? L’ottimismo made in Usa furoreggia: i nostri, tranne qualche acciaccatura e il giovane pulito che al solito muore, se la cavano sempre: sono indistruttibili e fanno strage dei perfidi, dalla Cina all’Albania. Con armi stratosferiche e adrenalina a più non posso.
 
Se non si pensasse che si tratta  di un bel gioco di ex star muscolari («Ma non siano un po’ da museo?», dicono ironicamente alla fine) che piace ai ragazzi per il senso di invincibilità. Si potrebbe dire che in fondo il film è un gran polpettone. Eppure, il gioco regge. Anche se dopo un po’ si sa già dove si va a finire. Regia dinamica e spettacolare di Simon West. Recitazione? Incredibile, forse il più bravo è Stallone, per quel poco che parla. Perché qui soprattutto c’è da menar le mani.