Le parole dell'editore

Il mestiere dell'editore vive di parole

di Lucia Velardi

Le parole hanno una loro consistenza, una loro ragion d’essere, una loro motivazione, da non spendere mai a caso. Il mestiere dell’editore vive di parole, attraverso le quali dà forma e corpo a un pensiero, un’idea, per farli viaggiare nel mondo. Borderline è il nome che abbiamo dato all’ultima collana nata: una parola che, nella nostra intenzione, vuole indicare non il confine che delimita ma piuttosto la frontiera, uno spazio denso di promesse.

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

Verso Milano 2012

di Silvano Gianti
Fonte:    Cittą Nuova
“La Famiglia: il lavoro e la festa” è il tema scelto dal Santo Padre per il prossimo Incontro mondiale delle famiglie.


La Famiglia: il lavoro e la festa: questo il titolo dell’Incontro mondiale delle famiglie del 2012 che si terrà Milano. Mons. Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare di Milano, in una conferenza stampa ha presentato l’evento sottolineando che «l’attenzione alla famiglia è nel dna della Chiesa ambrosiana, come testimonia il percorso pastorale svolto dal 2006 al 2009 a essa dedicato».
 
L’incontro mondiale delle famiglie per Milano sarà il primo di una triade: precede infatti quello del 2013 per i 1700 anni dall’Editto di Milano sulla libertà religiosa e quello del 2015 per l’Expo. La chiesa di Milano intende coinvolgere l’intera comunità cristiana per questo evento. Un coinvolgimento attivo e responsabile «a cerchi concentrici: dalle parrocchie alla diocesi, alle altre diocesi, alle Conferenze episcopali nazionali».
 
L’ospitalità, altro tratto caratteristico milanese, non significa solo preparare le strutture per accogliere le migliaia di persone attese, ma soprattutto «aprirsi al dialogo vero, per fare tesoro delle tante ricchezze che ci porteranno le persone provenienti da tutto il mondo. L’organizzazione dell’incontro sarà un forte stimolo a concentrare la nostra attenzione pastorale alle famiglie, con uno sguardo aperto alla mondialità». E in quest’ottica monsignor De Scalzi ha anche auspicato un’ospitalità completamente gratuita alle famiglie che verranno dai Paesi del Sud del mondo. A proposito di strutture ricettive e della macchina organizzativa, il delegato ha parlato di una fondazione improntata a «essenzialità e sobrietà», e ha invitato le famiglie della diocesi a ospitare altre famiglie, le parrocchie e le case religiose ad aprirsi con disponibilità, sia in città, sia nell’hinterland.
 
Le location dei momenti più attesi, ai quali parteciperà Benedetto XVI (la Festa delle testimonianze di sabato 2 giugno e la messa conclusiva di domenica 3 giugno) non sono ancora state individuate. Andranno scelte con oculatezza, perché sono attese 500 mila persone. Con una forte presenza di Paesi dell’Est, che potrebbero essere “invogliati” dalla relativa vicinanza con la città.
 
De Scalzi ha concluso con una considerazione carica di fiducia per la famiglia di oggi, che certamente ha i suoi problemi, «ma sono ancora tante le storie di fedeltà, che non fanno notizia, ma sono l’anima della società». E da parte dell’arcivescovo non è mancata una parola di speranza anche per le famiglie segnate dalla ferita della separazione e del divorzio. Rispondendo a una domanda in proposito, Tettamanzi ha detto: «L’Incontro mondiale si rivolge a tutte le famiglie, quelle perfette e quelle imperfette, quelle sante e quelle peccatrici».
 
Il logo dell’incontro ha al centro l’immagine stilizzata del Duomo. Scelta che da un lato identifica il luogo dell’evento, dall’altro rappresenta l’abbraccio di Maria nascente – a cui il duomo è dedicato – alle famiglie che da tutto il mondo raggiungeranno Milano. La famiglia si staglia davanti alla cattedrale, ed è la cattedrale stessa a racchiudere e definire le figure delle persone. Ciò sta a rappresentare come la fede sia la guida affinché la famiglia possa sviluppare al suo interno tutti i valori cristiani e umani. Le linee che definiscono il Duomo richiamano alla mente anche il lavoro: paiono lo sky-line di una città operosa, dove emergono le ciminiere di ditte nel pieno della loro attività. L’atteggiamento gioioso dei componenti della famiglia descrive un’occasione di festa, le braccia tese l’una verso l’altra parlano di felicità e unione. E i colori che compongono la cattedrale disegnano un evento il cui orizzonte è il mondo intero.
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  • Argomento:    Famiglia