Le parole dell'editore

Il mestiere dell'editore vive di parole

di Lucia Velardi

Le parole hanno una loro consistenza, una loro ragion d’essere, una loro motivazione, da non spendere mai a caso. Il mestiere dell’editore vive di parole, attraverso le quali dà forma e corpo a un pensiero, un’idea, per farli viaggiare nel mondo. Borderline è il nome che abbiamo dato all’ultima collana nata: una parola che, nella nostra intenzione, vuole indicare non il confine che delimita ma piuttosto la frontiera, uno spazio denso di promesse.

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

Dio maternamente

di Stefano Paoletti
Fonte:    Cittą Nuova
Un viaggio poetico nella spiritualità condotto da Pamela Villoresi


Nella chiesa di Santa Caterina dei Funari, a Roma, su un piccolo palco, illuminato da luci ambra, si sono incontrati poesia e messaggi religiosi con la complicità della musica. Pamela Villoresi e Michele Di Martino hanno costruito un sapiente intreccio letterario, componendo un viaggio nella dimensione femminile. Come afferma la stessa attrice, infatti, nella vita, come nelle religioni, questo aspetto ha occupato lo spazio privato, le zone d’ombra, la dimensione più intima: l’accoglienza, la pietas, la gioia.

Il mondo della fede è ricco di infiniti eroi, uomini e donne carichi di sapienza e santità, testimoni dei rispettivi credi. L’idea di fondo è stata quella di trovare uno spazio di ricerca fra il variegato mosaico di generi letterari, racchiudendo il tutto in un messaggio ecumenico.

Lo spettacolo prende il via da una lirica di Luzi, poeta fiorentino che si è sempre interrogato sui temi cristiani e sull’importanza delle parole. Il quartetto musicale che ha accompagnato la performer ha accentuato in maniera egregia l’idea di volo pindarico.
Notevoli, all’ascolto, i temi originali composti da Luciano Valvolo. Egli è riuscito, infatti, con maestria, a creare un perfetto connubio cromatico fra le calde note del clarinetto e il timbro leggero del flauto traverso e degli archi.

Molto particolare ed intensa l’intersezione degli stili lirici: la povertà e lo spirito d’obbedienza, descritti da San Francesco, si contrappongono, specularmente, alla virulenza michelangiolesca. Appaiono straordinarie, ed uniche, le similitudini fra i numerosi letterati che s’incontrano, come passanti, in questo suggestivo percorso narrativo.

Bellissima la descrizione che Gibran, poeta libanese di religione maronita, fa della Maddalena. L’interpretazione della Villoresi rende quasi visibili le sensazioni che la donna provò alla vista di Gesù. Singolari i parallelismi fra Ada Negri, Giovanni Paolo II, il turco Nazim Hikmet e Madre Teresa di Calcutta. Il messaggio chiaro è quello di essere sempre pronti a donarsi, imparando ad aiutarsi anche nei momenti più difficili.