Le parole dell'editore

Il mestiere dell'editore vive di parole

di Lucia Velardi

Le parole hanno una loro consistenza, una loro ragion d’essere, una loro motivazione, da non spendere mai a caso. Il mestiere dell’editore vive di parole, attraverso le quali dà forma e corpo a un pensiero, un’idea, per farli viaggiare nel mondo. Borderline è il nome che abbiamo dato all’ultima collana nata: una parola che, nella nostra intenzione, vuole indicare non il confine che delimita ma piuttosto la frontiera, uno spazio denso di promesse.

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

Bentornata a casa, Rossella!

di Roberto Comparetti
Fonte:    Cittą Nuova
Samugheo, centro dell'oristanese, e tutta l'Italia festeggiano il ritorno della cooperante rapita in Algeria nove mesi fa. La gioia dei parenti e la soddisfazione delle istituzioni

“Rossella Libera!” È la scritta che campeggia a Samugheo, centro dell’oristanese, per salutare Rosselle Urru, la cooperante trentenne liberata mercoledì dopo quasi nove mesi di prigionia.

Al suo arrivo a Ciampino Rossella, visibilmente emozionata e forse un po’ provata, ha voluto ringraziare tutti per la sua liberazione. «Volevo solamente ringraziare per tutto il lavoro che c'è stato per farmi tornare a casa. Ringrazio tantissimo il ministero degli Esteri, l'unità di crisi. Sto bene, spero di continuare a lavorare nella cooperazione. È un lavoro difficile, ho rischiato in prima persona ma spero di tornare in Africa al più presto. È un lavoro rischioso, il rischio l'ho vissuto in prima persona, ma spero che questo non fermi me e tutto il resto della cooperazione».

Anche il premier Mario Monti ha voluto salutare la giovane cooperante. «I suoi famigliari hanno avuto una forza straordinaria, l'Italia e la Sardegna in primo luogo hanno manifestato grande affetto e grande palpitazione per lei – ha detto il premier -. Lei è una persona che ha dedicato e sta dedicando la sua vita ad attività di cooperazione e tutto il mondo della cooperazione si è sensibilizzato per farla tornare a casa, in particolare so che la comunità di Sant'Egidio è stata di grande aiuto, accanto agli organi dello Stato italiano».

Rossella Urru era stata rapita nella notte tra il 22 ed il 23 ottobre dello scorso anno, quando un commando aveva fatto irruzione in un campo saharawi, nel sud dell’Algeria, prelevando dai loro alloggi alcuni cooperanti europei: due spagnoli, Enric Gonyalons e Ainoha Fernadez de Ricon, e la giovane di Samugheo Rossella Urru, da un biennio al lavoro come cooperante del Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli. Da quel momento dei tre nessuna notizia: è iniziato così il lungo calvario di Rossella e di chi, come i familiari, sono rimasti ad attendere una telefonata che, a distanza di quasi 9 mesi, solo mercoledì scorso, dopo le 19.30, è giunta dalla Farnesina, scatenando una gioia irrefrenabile, in tutta Italia ma soprattutto a Samugheo.
Il paese si prepara alla grande festa per festeggiare Rossella. Mario Sulis, zio della ragazza e a capo del Comitato spontaneo che durante questi mesi ha mantenuto vivo l’interesse per la vicenda della giovane, non riesce trattenere la gioia. «Non posso descrivere quanto sia grande la mia felicità. Ho sempre apprezzato il lavoro di mia nipote che ha avuto una spiccata propensione ad aiutare gli altri».

Studiosa del mondo arabo, laurea in Cooperazione Internazionale, trent’anni, diverse esperienze in giro per il mondo, Rossella Urru prima del rapimento svolgeva il compito di coordinatrice dei cooperatori nel campo saharawi. «Abbiamo vissuto quest’esperienza senza mai abbandonare la speranza di poter vedere questo momento – dice don Alessandro Floris, alla guida della parrocchia di San Sebastiano a Samugheo -. Abbiamo atteso oltre otto mesi, abbiamo pregato insieme ogni settimana per lei, ora ringrazieremo per il dono ricevuto. La gente è felice di poter riabbracciare Rossella, apprezza lo spirito missionario che l’ha spinta a lavorare lontano da casa. Siamo fieri di lei». Anche il sindaco, Antonello Demelas è felice: «Rossella – afferma – è un esempio per tutti».
Non solo Samugheo ma l’intera Isola è in festa. Via da muri e balconi la scritta “Rossella Libera” sostituita da un “Bentornata Rossella”.