Le parole dell'editore

Il mestiere dell'editore vive di parole

di Lucia Velardi

Le parole hanno una loro consistenza, una loro ragion d’essere, una loro motivazione, da non spendere mai a caso. Il mestiere dell’editore vive di parole, attraverso le quali dà forma e corpo a un pensiero, un’idea, per farli viaggiare nel mondo. Borderline è il nome che abbiamo dato all’ultima collana nata: una parola che, nella nostra intenzione, vuole indicare non il confine che delimita ma piuttosto la frontiera, uno spazio denso di promesse.

Il nostro nuovo sito

di Luca Gentile

Cari amici, siamo davvero entusiasti di inaugurare il nuovo sito della nostra Editrice. Quando abbiamo iniziato a pensarlo ci siamo immediatamente resi conto della difficoltà di coniugare una duplice esigenza: quella di consentire l'accesso alle nostre pubblicazioni e alle nostre idee editoriali, come il self-publishing CNx o il database Primi Secoli, e quella di poter dialogare con voi per un approfondimento del nostro lavoro e per una viva partecipazione al dibattito culturale nel quale siamo immersi e che in qualche modo noi stessi alimentiamo.

recensione

Gli ultimi giorni dei Templari

di Elena Cardinali

La recensione di Renzo Agasso al libro di Mario Dal Bello su Il Nostro tempo, settimale di Torino.

Cosa sussura Dio alle mamme

di Elena Cardinali

Il libro edito da Città Nuova, racconta con ironia e profondità la vita quotidiana - tra lavoro, casa e figli - delle mamme. La recensione di Laura Pisanello ne Il messaggero di sant'Antonio di maggio 2013.

Classici _ Partono le Opere di Girolamo

di Elena Cardinali

Sulle pagine culturali del Corriere della Sera la notizia dell'inaugurazione dell'Opera Omnia di Girolamo edita da Città Nuova.

Gli esodati protestano in tram

di Tobia Di Giacomo
Fonte:    Cittą Nuova
A Torino singolare manifestazione di una cinquantina di ex lavoratori senza pensione: girando nei mezzi pubblici, hanno spiegato ai cittadini la loro difficile situazione

Franco ha 60 anni, è stato un operaio metalmeccanico, abita a Rivalta nell’hinterland torinese. In mobilità da giugno del 2010 sta aspettando da due anni una pensione che non arriva. Al sindacato gli hanno detto che forse arriverà a partire da settembre 2013 e fino a quella data rimane un esodato senza lavoro, che si arrabatta come può e ringrazia che in famiglia sia rimasta la moglie a lavorare, che ha un impiego pubblico, e che la figlia 32enne si sia sposata e abbia un lavoro, anche se è lontana.

Franco è stato uno degli esodati che qualche giorno fa a Torino hanno inscenato un’originale e pacifica protesta, spostandosi dalle piazze ai tram. Mentre i sindacati uniti Cgil, Cisl e Uil manifestavano davanti alla prefettura di piazza Castello, Franco e altri amici, una cinquantina in tutto, sono saliti sulla storica linea del tram numero 7, la più gettonata di Torino, che attraversa la città, e a ogni fermata sono scesi per distribuire volantini e spiegare alla gente perché stavano manifestando. Un modo per stare ancora più vicini alla gente, per incontrarla mentre si sposta, per avere tempo tra una fermata e l’altra di raccontare e spiegare.

E i problemi non sono finiti, perché rimangono fuori da ogni copertura, secondo i sindacati, circa altri 200 mila lavoratori.
 In Piemonte la stima è di circa 20 mila.

I sindacati chiedono una soluzione per tutti gli esodati e i lavoratori in mobilità. E denunciano un grave problema anche con la nuova spending review: sono salvaguardati solo i lavoratori che hanno fatto accordi al ministero e non in regione. Che a Torino significa una speranza per i lavoratori Fiat, ma molti addetti di altre aziende potrebbero ritrovarsi senza reddito o a dover contrattare con l’azienda la permanenza in fabbrica.